Formazione sicurezza sul lavoro oggi: l’evoluzione di Napo

Formazione sicurezza sul lavoro oggi: l’evoluzione di Napo

In Italia il “testo unico in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro” (poi aggiornato con l’accordo Stato Regioni formazione sicurezza) è entrato in vigore nel 2008, sostituendosi alla legge precedente, e attualmente regola il sistema italiano per quanto riguarda la prevenzione nei luoghi di lavoro. Uno degli obblighi previsti dalla legge riguarda la formazione sicurezza: si tratta di una formazione obbligatoria e permanente, che presenta variazioni settoriali e che è soggetta a costanti aggiornamenti a causa dell’evolversi della società e della tecnologia. Cerchiamo di capire meglio come funziona la formazione obbligatoria sicurezza e quali sono le prospettive.

La formazione continua e permanente

Innanzi tutto è importante ricordare che la formazione sicurezza sui luoghi di lavoro si inserisce all’interno della cosiddetta formazione continua e permanente. Regolata dalla Legge 19 luglio 1993 n. 236, il sistema di formazione continua rivolto alle persone occupate è teso all’aggiornamento e alla crescita delle conoscenze e competenze professionali, strettamente connessi all’innovazione organizzativa e tecnologica del sistema produttivo e ai cambiamenti del mercato del lavoro. È finalizzata al mantenimento delle condizioni di occupabilità lungo l’arco della vita e allo sviluppo della capacità di adattamento dei lavoratori al mondo del lavoro; costituisce inoltre una componente essenziale della formazione permanente.

Il ruolo del formatore

Una figura fondamentale per adempiere agli obblighi di legge è colui (o colei) che effettivamente eroga i corsi di formazione sicurezza nei luoghi di lavoro. Il ruolo del formatore – che può essere interno a una azienda, un professionista esterno o il datore di lavoro stesso – oltre ad avere competenze specifiche in materia, deve affrontare problematiche legate allo svolgimento di corsi di formazione sicurezza sul lavoro efficaci ed efficienti. Il suo ruolo oggi è difficile e fondamentale, poiché i mutamenti causati dalla globalizzazione hanno portato a grandi cambiamenti tecnologici e linguistici.

Corsi formazione sicurezza oggi

La prima difficoltà che incontra un formatore a cui stanno a cuore le esigenze della sua aula è tenere alta e costante l’attenzione degli studenti in essa presenti, in un momento storico in cui le persone sono soggette a costanti stimoli che disabituano alla concentrazione. Il secondo problema riguarda la composizione della classe: in seguito ai fenomeni di globalizzazione e migrazione, oggi i lavoratori stranieri impiegati in aziende italiane sono una fetta non trascurabile di popolazione, a cui bisogna dedicarsi in misura equa rispetto agli autoctoni. I corsi formazione sicurezza devono quindi essere compresi da tutti, anche da quei lavoratori stranieri che non dispongono delle competenze linguistiche adeguate a recepire al 100% il difficile linguaggio burocratico della didattica tradizionale. Se infatti il messaggio comunicato non viene recepito correttamente, non solo il denaro e il tempo impiegati dal datore di lavoro risulteranno persi, ma il rischio di incorrere in infortuni da parte del dipendente non diminuirà. Per fare questo, il formatore potrebbe avere la necessità di utilizzare strumenti a sostegno delle informazioni che deve far passare, tra cui al primo posto vi sono senz’altro i video.

I video per la formazione sicurezza lavoratori

Le ricerche di marketing lo dicono da tempo: tra il 64 e l’85% dei consumatori sono più propensi a comprare un prodotto dopo aver visto un video; inoltre i contenuti che vengono fruiti sul web sono per la maggior parte video e si stima che alla fine del 2019 si riscontrerà un aumento del traffico per un totale dell’80% in questo formato. E per quanto riguarda la formazione? A sostegno di questa tendenza, vi sono gli studi sulla memoria, che dicono che un contenuto di matrice visiva + uditiva viene ricordato maggiormente rispetto agli altri. Ecco che quindi i video per la formazione sicurezza lavoratori risultano un ottimo strumento a sostegno di una lezione efficace.

I vantaggi della formazione sicurezza tramite video

Come accennato, i vantaggi riguardano un incremento della memorizzazione (grazie a un aumento del coinvolgimento) e un abbattimento delle barriere linguistiche. Inoltre, si parla anche di un vantaggio organizzativo per il formatore, che non dovrà ogni volta stampare schede o ripetere le stesse nozioni, ma potrà avvalersi della tecnologia per ottimizzare lo svolgimento delle sue lezioni. Le conseguenze positive implicite sono, ovviamente, un aumento dell’efficacia della formazione, quindi una maggiore consapevolezza dei rischi sul lavoro da parte dei lavoratori, quindi minori infortuni, quindi maggior benessere aziendale e tranquillità di tutti gli attori coinvolti: il dipendente, il capo e le loro famiglie. Dati tutti questi vantaggi, potrebbe sorprendere il fatto che negli ultimi decenni si è usato principalmente un solo strumento video di formazione per la sicurezza sul lavoro: Napo.

Formazione e sicurezza è un dualismo che diventerà sempre più preponderante nel mercato del lavoro italiano. Inoltre, se si chiama formazione obbligatoria sicurezza, significa che non se ne può fare a meno e non solo perché lo dice la legge. Alla base, c’è la necessità di migliorare il benessere nei luoghi di lavoro e, di riflesso, quello dei lavoratori, dei proprietari dell’azienda e delle famiglie dei dipendenti. Risulta quindi inevitabile e fondamentale investire in tecnologie che permettano di innovare la formazione sicurezza, poiché darvi valore fa crescere la cultura a riguardo, rendendo il nostro Paese più avanzato e competitivo nel panorama internazionale.

I corsi di formazione sulla sicurezza: l’evoluzione di Napo

Utilizzare i video a supporto di attività di formazione sulla sicurezza è un metodo da sempre molto efficace. Ma è possibile che, dopo decenni di impiego dei famosi video di Napo, non vi sia una soluzione più innovativa e maggiormente al passo con i tempi? La verità è che un’evoluzione di Napo esiste eccome e ha caratteristiche davvero sorprendenti…

Chi è Napo e perché è famoso

Oggi non esiste corso formazione sicurezza lavoro in cui, in qualche momento, non compaia Napo. Ma chi è Napo? Si tratta dell’eroe di una serie di film d’animazione coprodotta da un consorzio di istituzioni europee, con l’obiettivo di presentare temi importanti sulla salute e sicurezza sui luoghi di lavoro in maniera comunicativa e divertente. Il simpatico personaggio simbolizza un lavoratore che potrebbe appartenere a una qualsiasi industria o settore

I vantaggi dei video di Napo

Per la formazione lavoratori sicurezza, i video di Napo rappresentano una risorsa preziosa poiché sono gratuiti e accessibili tramite web. Inoltre, Napo e gli altri personaggi non parlano e la comprensione delle interazioni è supportata da simboli e infografiche comprensibili da tutti. Infine, tali video hanno un’applicabilità capillare: esprimono importanti concetti generici in materia di sicurezza lavorativa.

Cosa manca a Napo?

Si parla appunto di genericità: pur essendoci sempre una certa ambientazione in ogni video, si tratta più che altro di uno sfondo, in cui un certo elemento viene usato come pretesto per veicolare un concetto. Mancano le specifiche, sia per quanto concerne le situazioni lavorative esistenti sia per quanto riguarda le problematiche a esse connesse. Napo non coglie le sfumature, non è quello il suo scopo. Inoltre, i personaggi di tale cartone animato rischiano di risultare irreali agli occhi dei veri lavoratori di un certo settore, che nei video viene eccessivamente semplificato. Questo potrebbe rendere difficile l’immedesimazione nel personaggio, che intrattiene ma non coinvolge. Per di più, Napo è maschio, ha la pelle chiara, gli occhi azzurri e i capelli neri: è un personaggio con caratteristiche ben definite e che viene osservato da un punto di vista esterno. Si legge sullo stesso sito web del personaggio: “Proprio perché Napo è il protagonista di un cartone animato, gli è concesso esplorare aree che risulterebbero impossibili in un film drammatico o in un documentario. È indistruttibile ed eterno, a differenza dei lavoratori che cerchiamo di tutelare.” Infine, il carattere di gratuità dei video ne rallenta inevitabilmente lo sviluppo: il consorzio di Napo produce uno o due filmati ogni anno e, solo nel 2019, sta valutando la produzione di un nuovo video sui rischi di incendio ed esplosione.

Il caso dei video sicurezza 3d

L’evoluzione di Napo si chiama video 3d, in particolare videogiochi che permettono al lavoratore di vivere in prima persona un’esperienza formativa in 3d, muovendosi all’interno di un determinato ambiente. Questo potrebbe essere un cantiere, un polo logistico, una fattoria, una fonderia, una falegnameria o un ufficio all’ultimo piano di un grattacielo. Cosa si ritroverà a fare il giocatore/lavoratore? Dovrà interagire con oggetti, persone e segnaletiche, rispondendo talvolta a delle domande a riguardo (con logiche di premio e penalità). Gli argomenti riguarderanno naturalmente situazioni pericolose e comportamenti corretti da seguire, dato che il tema rimane sempre la sicurezza. Sì, è questa l’ultima frontiera della formazione sicurezza lavoratori!

Giochi formazione sicurezza sul lavoro

Questi video sicurezza 3d si distaccano dalla “generazione Napo” per due motivi. Innanzi tutto, si tratta di video interattivi, che richiedono una partecipazione attiva da parte del lavoratore. Questa può avvenire tramite joystick, tastiera, schermo touch del dispositivo (smarphone, tablet o desktop) fino ad arrivare agli occhiali per la realtà virtuale o aumentata. Secondo, i video sicurezza 3d hanno una forte componente ludica: si parla infatti di giochi formazione sicurezza sul lavoro. L’impiego del gioco nell’insegnamento non è di fatto nulla di nuovo ed è una pratica che fonda le sue radici su ricerche neurologiche molto importanti. È stato infatti dimostrato che il cervello sia facilitato nell’apprendimento quando percepisce che l’individuo si trovi in una condizione di sicurezza (si tratta di gioco, non della realtà e nemmeno di esame: nessuna ansia da prestazione, nessun pericolo reale, quindi nessun blocco di memorizzazione viene innestato). Il gioco, quindi, permette di “indorare la pillola” ma i suoi effetti sono tutt’altro che una farsa: lo studente che gioca potrà ricordare meglio i concetti, migliorare nell’interazione con gli altri e, cosa di non poco valore, sentirsi bene sul luogo di lavoro.

I video sulla sicurezza sono sì un ottimo strumento di lavoro a supporto dell’attività del formatore che si impegna a organizzare un corso efficiente. Un videogame 3d customizzato, in più, si rivela un tool che dà risultati specifici e misurabili, rendendo il corso non solo efficiente, ma anche davvero efficace e coinvolgente.

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Come i video sicurezza 3d abbassano i costi aziendali

Video Carrelli elevatori
Video Carrelli elevatori

Come i video sicurezza 3d abbassano i costi aziendali

Quanto costa un infortunio al datore di lavoro? Tanto. E lo dicono i dati dell’INAIL (Istituto Nazionale Assicurazione Infortuni sul Lavoro). A dare loro un senso è A. Rotella, esperto della sicurezza sul lavoro, che sul suo blog dimostra quanto il costo giornaliero causato dagli infortuni che si sono verificati in Italia nel 2015 sia di gran lunga superiore rispetto a quello impiegato dalle aziende per la sicurezza nello stesso anno (circa 2.200 €/giorno di infortunio vs circa 6 €/giorno lavorativo per la sicurezza). Ma come si fa ad abbassare la prima cifra e rendere ancora più efficace l’investimento aziendale nella prevenzione agli infortuni? I video sicurezza 3d sono una delle soluzioni possibili.

I benefici dell’engagement

La caratteristica principale di un video 3d, sia che si tratti di realtà virtuale o aumentata, è che coinvolge l’utente in maniera totalizzante. In gergo si parla di engagement, che in italiano potrebbe essere tradotto come coinvolgimento o impegno che dura nel tempo. Afferma Fabio Viola, docente presso lo IED di Milano: “L’engagement è la metrica primaria per guidare i comportamenti quotidiani di noi umani: maggiore produttività in contesti lavorativi, apprendimento, fidelizzazione, monetizzazione, behaviours positivi in contesti pubblici e tanto altro ancora”. Ricerche di psicologia hanno infatti provato che un contenuto che stimoli contemporaneamente il senso dell’udito e della vista abbia più chances di essere ricordato rispetto a uno che solleciti solo una dimensione. La componente di diversione che è propria di un video, inoltre, migliora la memorizzazione grazie alla naturale propensione umana nel ricordare fatti piacevoli e dimenticare quelli spiacevoli. Infine, un video di virtual reality può stimolare le capacità di problem solving, rendendo il lavoratore non solo un rischio in meno, ma anche un beneficio in più per l’azienda.

I video 3d VR a supporto dei nuovi strumenti lavorativi

Dati più recenti dicono che nel 2018 circa 641mila lavoratori (il 3,8% degli assicurati INAIL) hanno subito un incidente sul lavoro: l’84,6% di questi sono avvenuti durante l’attività lavorativa. Ma il dato più significativo, quanto preoccupante, è che si è registrato un aumento degli incidenti con esito mortale (+10,1% nel 2018), soprattutto quando si utilizzano mezzi di trasporto per lavorare. Cosa è cambiato rispetto al passato? L’innovazione e le tecnologie sempre più complesse sono la risposta. Oggi infatti il funzionamento dei macchinari di ultima generazione non è più intuitivo come una volta: per poterli utilizzare serve una approfondita formazione e non soltanto riguardo al loro utilizzo pratico ma anche rispetto a tutti i nuovi rischi che essi comportano. Dare la possibilità ai lavoratori di provare i nuovi macchinari in un ambiente protetto ma molto vicino alla realtà, per esempio attraverso occhiali di realtà virtuale, potrebbe salvare molte vite, in modo tanto impercettibile quanto efficace.

Più effetti in una volta, meno tempo al lavoro

I video sicurezza sul lavoro realizzati in 3d, specialmente se customizzati sulla base della specifica realtà aziendale vissuta quotidianamente dai lavoratori, permettono di ottenere in una volta sola più effetti. Da un lato la loro funzione può essere esplicativa, tramite l’aggiunta di testo in corrispondenza di un determinato oggetto che viene visualizzato, dall’altro è dimostrativa, grazie alla visualizzazione di un comportamento esemplare e la condanna di uno scorretto. Infine, tali 3d video fungono da verifica dei comportamenti dei loro utilizzatori, dando al formatore dati preziosi da poter analizzare in seguito, con l’obiettivo ultimo di individuare per tempo eventuali problemi nell’apprendimento, risolvendoli prima che sia troppo tardi. In un solo momento, vengono quindi concentrate più lezioni tradizionali, spesso noiose e poco efficaci. Inoltre, utilizzare un metodo innovativo come quello che sfrutta benefici dei video 3d consentirà di avviare interventi di rinforzo solo nei confronti degli allievi che ne hanno effettivamente bisogno. Gli altri possono mettersi al lavoro, in sicurezza.

Coi video, nessuna discrepanza di genere o lingua

E chi ha detto che i giochi sono per bambini? Gli unici a reputarsi inadatti ad utilizzare la metodologia ludica per l’apprendimento sono gli adulti stessi, ritenendo una tale prassi infantile e dequalificante rispetto alla propria età anagrafica. La verità è che il gioco, a livello neurologico, abbatte le difese mentali legate alla percezione del rischio e di essere sotto esame (es. ansia), che bloccano il processo di memorizzazione. Inoltre, un importante studio ha dimostrato che i giochi risultano efficaci per la modifica di attitudini, credenze, conoscenze e skills, in particolare negli interventi che lavorano sulla percezione del rischio e sugli stili di vita (Thompson et al., 2010). Ancora, i giochi parlano un linguaggio universale, che supera le barriere linguistiche esistenti oggi tra i tanti lavoratori stranieri che popolano le aziende italiane (o viceversa, le difficoltà comunicative che deve affrontare un lavoratore italiano all’estero).

Engagement, innovazione, ottimizzazione ed equità sono concetti che vorresti applicare alla tua azienda per abbassare i costi aziendali? Hai appena scoperto che i video sicurezza 3d ben si sposano con ciascuno di essi.

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Ricercatori americani usano un videogame per trovare la cura

Un team di ricercatori dellʼUniversità di Washington sta utilizzando un videogioco per comprenderne la struttura e arrivare così a debellarlo

l Coronavirus, meglio noto in ambito scientifico come COVID-19 ha già causato migliaia di contagi in tutto il mondo e i dati di quella che sembra un’incontenibile pandemia sembrano destinati ad aumentare. Un team di ricercatori dell’Università di Washington ha così deciso di studiare la struttura molecolare del virus seguendo un approccio davvero innovativo: l’utilizzo di un videogioco.

Il gioco in questione si chiama Foldit, videogame sperimentale riguardante il ripiegamento proteico e la progettazione di nuove proteine, sviluppato proprio dall’Università di Washington tramite la collaborazione fra il dipartimento di Scienza e Ingegneria informatiche, il dipartimento di Biochimica e il Center for Game Science durante lo scorso anno.

In esso, i giocatori mettono in atto il ripiegamento delle proteine ​​che permette loro di comprendere le loro strutture e che, secondo gli esperti si rivela fondamentale per capirne il funzionamento e poter quindi sintetizzare farmaci adatti a una cura. Il team della Washington University ha così pensato di aggiungere un nuovo puzzle al gioco basato proprio sul COVID-19. Come prevedibile, dato che attualmente non esiste un vaccino, svelarne il mistero rappresenterebbe una sfida unica e una svolta epocale allo stesso tempo.

Il Coronavirus…..

 

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